22/06/2026
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Adalgisa Conti aveva 27 anni, si era sposata tre anni prima ed era considerata intelligente ed estrosa. Il ricovero coatto in manicomio era avvenuto perché “affetta da delirio di persecuzione con tendenza al suicidio”. Nella sua cartella clinica ci sono diverse lettere che rivelano, più di qualsiasi altro documento, quale delitto sia stato consumato sulla mente e sul corpo di questa donna, dotata di qualità non comuni. Questa è la mia vita vuole dare testimonianza del suo vissuto di ragazza, donna e moglie, restituendole quella dignità e quell’amore che avrebbe meritato.
Tratto da “Gentilissimo sig. Dottore, questa è la mia vita” di Adalgisa Conti – con Sandra Soncini – regia Carlo Ferrari – produzione Progetti&Teatro/L.O.F.T.