Un assolo di danza contemporanea in cui l’interprete costruisce il proprio spazio d’azione nello stesso modo in cui si potrebbe plasmare un tokonoma, ovvero creando un piccolo spazio per la contemplazione. Alejandro Moya attinge a questo e ad altri principi della cultura giapponese per realizzare un assolo che trae ispirazione dai mestieri manuali: la calma del giardiniere, la precisione dell’artigiano, il processo riflessivo del costruttore. Il coreografo esplora così il modo in cui ogni gesto fisico racchiude una trasformazione interiore. Il pubblico non assiste a una rappresentazione, ma a un processo reale che rivela un paesaggio intimo: un giardino interiore che si svela attraverso l’atto del creare.

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