30/08/2026
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Dove
Labirinti, traiettorie, paesaggi di un corpo vuoto immerso nel nulla.
Un corpo che, senza sosta, appare e scompare, si fa soglia, rendendo visibile ciò che normalmente sfugge al tatto e allo sguardo.
La biografia affiora come tonalità della materia, come qualità silenziosa della postura, senza mai trasformarsi in racconto.
Il corpo diventa metafora del vuoto: lo abita, lo espone, lo rende percepibile.
Bagliori emergono dall’oscurità, ombre si stagliano e si dissolvono.
Incantamenti, cadute, vertigini e brividi attraversano la performer in un continuo susseguirsi di presenze e assenze.
Di e con: Gaia Stacchini
Sguardo drammaturgico: Enrico Frisoni