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AUTORITRATTO

Lo spettacolo scava nella memoria del suo interprete e in quella della sua città, Palermo,  cercando di colmare il vuoto creato da una sorta di nevrotica rimozione del dolore provato per le stragi e le morti di mafia. Da questa introspezione e dal racconto dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo emerge una toccante analisi sociale fatta di corpo, canto, dialetto, pupi, recitazione e cunto siciliano.

Di e con Davide Enia – musiche di Giulio Barocchieri – luci di Paolo Casati – suono di Francesco Vitaliti – produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi.

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